In modalità "allestimento" presso la Fondazione Gold Note per l'Arte
- Stefano Mariotti

- 20 apr
- Tempo di lettura: 2 min
C’è un’energia particolare, quasi magnetica, nel vedere uno spazio vuoto che, ora dopo ora, prende forma. È quel momento sospeso in cui il silenzio delle sale viene interrotto dal ritmo dei passi esperti e dal dialogo silenzioso tra le pareti e le opere che, finalmente, trovano il loro posto.

Il risultato che vedete oggi non è solo il frutto di un’idea, ma il coronamento di un incredibile lavoro di squadra. Una mostra non "accade" semplicemente: viene costruita, centimetro dopo centimetro, con una cura che spesso resta invisibile all’occhio del visitatore, ma che è l’anima stessa dell’esperienza.
Voglio dedicare un ringraziamento profondo e sincero a tutti e tutte che hanno lavorato instancabilmente dietro le quinte dell’allestimento.

Grazie per la vostra precisione millimetrica, per aver saputo interpretare la luce perfetta e per la pazienza con cui ogni dettaglio è stato pesato e collocato. Avete trasformato il vuoto in un percorso, e le singole opere in un racconto corale. Vedere la dedizione con cui avete maneggiato ogni pezzo, la professionalità nel risolvere gli imprevisti e la passione che avete messo in ogni gesto mi rende orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato insieme.
Un ringraziamento particolare a Elena Basciano per l'accoglienza e il continuo sostegno, a Carolina Gestri per la professionalità e la passione che mette nel suo lavoro, a Reghina Papadatou che crede in me più di me e a Alessio Oronti per la suo prezioso supporto tecnico.
Senza il vostro braccio, la visione non avrebbe avuto corpo. Senza la vostra fatica e il vostro talento, questo spazio sarebbe rimasto solo un contenitore. Oggi, invece, è un mondo vivo che aspetta solo di essere esplorato



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